Libertà di espressione

Senigallia 30/11/-0001 -
Vivere Senigallia ha sempre ospitato tutte le opinioni ed i pareri di chi si è rivolto a noi per avere spazio, ma mai ha preso posizione in prima persona.
Per Disco Volante invece ci siamo sentiti chiamati in causa. Ecco il perché.

di Fabrizio Chiappetti
direttore@viveresenigallia.it


Una falsa idea si aggira per il mondo. Quella per cui la libertà massima di una persona coincide con la scelta. I due concetti vengono presentati spesso uniti, in un solo blocco: libertà di scelta, ovvero di decidere cosa comprare, dove andare, cosa fare nel tempo libero e via dicendo.
Si tratta, a ben vedere, di un concetto “merceologico” di libertà, dal momento che con questo presupposto un uomo è tanto più libero quanto più ha da scegliere. L'avere che diventa essere, il dramma del nostro tempo. Una confusione pericolosa a cui non si sottrae neanche il legislatore: la recente riforma della Comunicazione consacra la libertà di scelta a cui porterà presumibilmente il digitale terrestre, con centinaia di nuovi canali e un’offerta più ricca per il consumatore-spettatore. Peccato. Si è persa un'occasione importante per ribadire che la libertà non è una merce da banco. Lo sapeva bene Adorno, indimenticato maestro francofortese, per il quale “la libertà non sta nello scegliere fra il bianco e il nero, ma nel sottrarsi a questa scelta prescritta”. Ne siamo convinti anche noi di Vivere Senigallia: la libertà è quella di esprimersi, e di fare in modo che tutti si esprimano. Questa è la nostra linea editoriale, con la quale accogliamo gli amici e colleghi di Disco Volante. La libertà non si vende. È l’espressione stessa delle persone e dei popoli.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 03 agosto 2004 - 3058 letture

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