Neat, dalla Nube di Oort al cielo di Mondolfo

3' di lettura Senigallia 30/11/-0001 -
Venerdì 14 maggio sarà possibile osservare la cometa NEAT, proveniente dalla remota nube di Oort, con gli strumenti del Nucleo Osservatori Astronomici Senigalliesei.

da Renato Matera
www.infonoas.net


Aristotele speculò nel IV secolo a.C. che le comete fossero nubi di gas luminoso nell'alta atmosfera terrestre, mentre Seneca, nel I secolo d.C., propose che esse fossero corpi celesti, che percorrevano il loro cammino attraverso il firmamento. Dovevano passare 15 secoli prima che la sua ipotesi venisse confermata dall'astronomo danese Tycho Brahe, che confrontò osservazioni della cometa del 1577 compiute in diverse località d’Europa. Se la cometa fosse stata un oggetto vicino, allora da ciascuna località essa avrebbe avuto una posizione leggermente diversa sullo sfondo delle stelle. Brahe invece non riuscì a rilevare alcuna differenza e concluse che la cometa doveva essere più lontana della Luna.
Quanto lontana cominciò a essere chiaro solo quando gli astronomi riuscirono a calcolare le orbite delle comete. Nel 1705 l’inglese Edmond Halley compilò un primo catalogo di 24 comete. Egli notò che le comete del 1531, 1607 e 1682 avevano parametri orbitali molto simili e che i loro passaggi erano distanziati da intervalli di circa 76 anni. Halley suppose che queste comete apparentemente distinte fossero in realtà la stessa cometa, che tornava a intervalli regolari. Questo corpo celeste, oggi chiamato cometa di Halley, ha compiuto il suo ultimo passaggio nel sistema solare interno nel 1986. Fa parte delle comete provenienti dalla zona subito dopo Plutone.
Ma esistono comete che provengono da molto più lontano. La cometa Hale-Bopp, che ha compiuto il massimo avvicinamento alla Terra nel marzo 1997, è un esempio di queste comete. La sua ultima visita al sistema solare interno era avvenuta 4200 anni fa e, a causa dell’influenza gravitazionale di Giove, essa farà la prossima apparizione fra 2600 anni. Nel frattempo, si allontanerà dal Sole fino a una distanza pari a 370 volte quella della Terra.
Come la Hale-Bopp anche la cometa NEAT, che ora solca il nostro cielo, proviene da distanze vertiginose. Un luogo che gli astronomi chiamano Nube di Oort, dal nome di un astronomo olandese, Jan H. Oort, che negli anni ’50 suppose l’esistenza di una vasta nube sferica che circonda il sistema dei pianeti e si estende fino a metà della distanza dalle stelle più prossime.
Dell'esistenza di questa nube di recente ne abbiamo avuto conferma. Tutti i giornali hanno parlato della scoperta di Sedna, salutato come il decimo pianeta, in realtà soltanto un asteroide, o nucleo cometario, più piccolo di Plutone. La sua importanza sta nell'essere l'avanguardia degli oggetti della Nube di Oort, che i moderni mezzi d’osservazione sicuramente nei prossimi anni affiancheranno con nuove scoperte. La cometa NEAT è un messaggero di quelle abissali distanze, ora giunto in visita al cuore pulsante del nostro sistema.
L’appuntamento è per le ore 21:00 al parcheggio del Santuario della Madonna delle Grotte, Mondolfo. Per ulteriori informazioni telefonare al 3398906896.”





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 10 maggio 2004 - 2212 letture

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