Servizi di sollievo, un' esperienza che ha fatto centro

Senigallia 30/11/-0001 -
Rifinanziata con 1 milione di euro la sperimentazione iniziata nel 2001 per attivare punti di ascolto, centri diurni, inserimenti lavorativi, attività ricreative.

dalla Regione Marche


Aiutare le famiglie di persone affette da disturbi mentali. La finalità è tutta nel nome, “Servizi di sollievo”, ma significa, ormai dal 2001, un sistema di servizi integrati per favorire l’inclusione sociale di soggetti con disagio mentale, attivato in tutti e 24 ambiti territoriali sociali della regione, con il coordinamento delle Province e il coinvolgimento delle zone territoriali ASL .
La giunta regionale ha approvato, infatti, il provvedimento sui criteri e le modalità per la valutazione dei progetti, destinando alle Province un milione di euro da ripartire tra i Comuni che potranno così proseguire la realizzazione e ampliare i progetti relativi ai Servizi di sollievo. Progetti che riguardano la creazione e il proseguimento di punti di ascolto il sostegno domiciliare, i centri diurni, gli inserimenti lavorativi, la residenzialità temporanea, i gruppi di auto aiuto tra le famiglie , percorsi formativi e attività ricreative.
“Un altro buon esempio di integrazione socio-sanitaria – ha commentato l’assessore regionale alle Politiche sociali, Marcello Secchiaroli - che desidereremmo arricchire con ulteriori risorse del fondo sociale nazionale, quando finalmente il Governo nazionale smetterà di giocare con le legittime aspettative delle famiglie e deciderà di svelare il “segreto” dell’assegnazione dei fondi alle Regioni, permettendo perciò ai Comuni di dare continuità a servizi ormai essenziali. “
Nati come sperimentazione tre anni fa, i “Servizi di sollievo” sono diventati un punto di riferimento per le famiglie che vivono questo grave problema e che hanno manifestato l’apprezzamento per la qualità dei servizi e l’esigenza, quindi, di ripetere un’esperienza più che positiva.
“Da sfida innovativa, è diventato – ha aggiunto Secchiaroli – un sistema virtuoso che ha consentito di creare una rete efficiente e capillare di servizi, perché sono stati coinvolti tutti i soggetti pubblici e privati (oltre alle Province, gli ambiti sociali, le zone territoriali dell’ASUR, i Dipartimenti di Salute mentale, le famiglie, comuni, comunità montane, le associazioni, i medici di base, le cooperative sociali), si sono confrontati in tavoli di concertazione e hanno contribuito alla riuscita con le proprie risorse, economiche sì, ma anche di competenze personali , professionali, di valori d’esperienza delle famiglie, per ottimizzare l’offerta dei servizi. Forti di questo, sarà auspicabile coinvolgere altri attori del territorio, come le scuole, le organizzazioni di turismo sociale e culturali, i centri sociali.”
La novità rispetto alla precedente impostazione è l’istituzione di un gruppo regionale di supporto che coadiuva gli ambiti e le amministrazioni provinciali nell’elaborazione dei progetti che, per ogni provincia, non dovranno superare il numero delle zone territoriali dell’ASUR. Come nel passato, l’accesso ai contributi regionali è subordinato alla sottoscrizione di protocolli di intesa tra Comuni , Ambiti territoriali, Zone territoriali dell’ASUR e i Dipartimenti di salute mentale. I protocolli costituiscono lo strumento di programmazione congiunta in cui sono previsti dettagliatamente i diversi ruoli e azioni ad condurre per la realizzazione dei progetti, che vengono cofinanziati dai soggetti firmatari dell’intesa.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 29 aprile 2004 - 2859 letture

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