psicologia: Cresciata personale e autorealizzazione

Senigallia 30/11/-0001 -
Lo spazio dedicato alle vostre domande allo psicologo.
Speciale sulla crescita personale o l'autorealizzazione.

Quando si parla di crescita personale non dobbiamo pensare esclusivamente al bambino o all'adolescenze. Il processo di crescita dell'individuo non ha mai fine, questa continua nonostante sia stata raggiunta la maturità fisica; è sul piano interiore che il processo di crescita risulta illimitato ed entusiasmante, un cammino verso la completa autorealizzazione.
a cura del Dott. Pinto Francesco
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Crescere in ambito psicologico vuol dire avvicinarsi a ciò che siamo realmente, ottimizzando le potenzialità e capacità, riconoscendo i propri limiti e superando condizionamenti non più utili ed imparando a relazionarsi in modo più costruttivo con il prossimo.
È la capacità di riconoscere e integrare i diversi aspetti della propria personalità, decidendo liberamente quando e cosa “coltivare” di sé e in quale delle possibili direzioni che la vita ci offre si vuole dirigere la propria realizzazione, il processo di crescita personale è più lento e meno spontaneo di quello della crescita fisica. La crescita personale implica un atto di volontà, un desiderio, bisogna dedicarci tempo ed attenzione divenendo un’attività appassionante come quella dello scultore che toglie dalla pietra quello che non serve per lasciare emergere la forma che nel divenire la sente più vicina a sé.
Che cosa vuol dire dunque crescere, perché richiede impegno?
Perché vuol dire contrastare, uno dei meccanismi più antichi di sopravvivenza, quello dell’automatismo, che codifica e immagazzina ogni apprendimento, riproponendo per ogni situazione la stessa soluzione che già una volta si era rilevata efficace con la stessa reazione emotiva. Se la prima volta che tocca la fiamma un bambino si scotta, ogni volta che vedrà il fuoco saprà di non doverci mettere la mano; ma anche se scopre che quando è ammalato ottiene più attenzioni dagli adulti, potrebbe interiorizzare la convinzione che per ottenere affetto bisogna mostrarsi dolenti e impotenti.
Così succede spesso che sono le esperienze del passato a tenere le redini del nostro presente. Ma , anche se per molte situazioni questo è giustamente la normalità, non è una situazione irreversibile quando le nostre attività non raggiungono gli obiettivi sperati in senso di benessere ed appagamento.
Quando ci rendiamo consapevoli dei nostri automatismi, ci accorgiamo di avere la possibilità di scegliere, momento per momento, con quale atteggiamento affrontare una persona o una situazione, scegliendo consapevolmente il nostro agire, in base alla realtà del presente.
Consapevolezza” significa ampliare il margine di libertà e di responsabilità che si ha nei confronti del proprio agire, vuol dire imparare a non reagire automaticamente agli eventi secondo schemi appresi nel passato, quando ciò ovviamente non risulta è più utile, ma a dare risposte nuove in base alla novità di ogni nuova situazione.
Il mondo, allora, comincia a rivelarsi più grande e più interessante e si inizia ad avere una immagine più grande e più interessante anche di se stessi. Ed è solo l’inizio di un lungo e arricchente percorso.
Crescere significa aprirsi a una percezione più completa e complessa di noi stessi e di ciò che ci circonda. Nella misura in cui diventiamo capaci di accettare e coinvolgere nella nostra vita quotidiana tutte le diverse sfumature del nostro essere, diventiamo anche più capaci di avvicinare e accettare gli altri e ci apriamo alla vita con maggior fiducia.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 09 aprile 2004 - 2785 letture

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