7 Aprile: né morti né feriti sulle strade: io ci provo.

Senigallia 30/11/-0001 -
Ogni anno in Italia si contano 7.300 vittime di incidenti stradali; gli schianti sulle strade sono 230 mila. Contro queste stragi l’Atuomobil club d’Italia, lancia una campagna di prevenzione che, proprio nella giornata di oggi prevede una serie di incontri nei posti di lavoro e nelle scuole.

di Claudia Costantini
claudia@viveresenigallia.it


Sabato notte, ore 2,30; lungo la strada pergolese una Nissan Almera, con a bordo due persone, si schianta contro un’Opel Tigra che proviene dalla direzione opposta ed ha a bordo 3 ragazzi: lo scontro è tremendo, le 5 persone coinvolte rimangono tutte intrappolate nelle auto distrutte. Il ragazzo più grave ne avrà per 20 giorni, gli altri se la caveranno con meno.
Lo stessa notte, un’ora più tardi lungo la statale, la Seat Ibiza, condotta da un ventisettenne di Mondolfo si schianta improvvisamente contro un’auto parcheggiata ai margini della carreggiata. L’urto è fortissimo, e la Seat Ibiza carambola al centro della strada. Per fortuna in quel momento lungo la statale, solitamente abbastanza trafficata il sabato notte, non transita nessuno.
Questa è la cronaca dello scorso sabato notte, un sabato come tanti altri se si considera che in Italia avvengono ogni anno 230 mila incidenti , con 7500 vittime e 330 mila feriti. La situazione non migliora negli altri paesi industrializzati. Per questo l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha deciso di dedicare il 7 Aprile, Giornata della salute, alla sicurezza stradale. A tal proposito l’Aci (Automobil Club Italiano) ha promosso per oggi una serie di incontri nei posti di lavoro e nelle scuole, lanciando un appello significativo: Il 7 Aprile né morti né ferito sulle strade: io ci provo.
La maggior parte degli incidenti, secondo un’indagine promossa dallo stesso Aci, è causata dall’uomo: il 12,9% dei decessi è dovuto all’eccesso di velocità, il 10% alla mancanza di distanza di sicurezza e l’ 8,1% alla guida distratta. E’ vero che l’introduzione della patente a punti nel luglio scorso ha diminuito gli incidenti del 16,8%, ma è stato un fenomeno temporaneo, dovuto alla severità dei provvedimenti: ora gli incidenti sono di nuovo in crescita. Questo significa che serve più informazione; mostrare le conseguenze di una guida scorretta, far capire a cosa si va incontro non allacciando le cinture o il casco non significa fare la politica del terrore; significa responsabilizzare, rendere consapevole che chi non rispetta le norme di sicurezza è un pericolo per se stesso e per gli altri.
L’obiettivo delle campagne di sensibilizzazione è quello di far diventare la prevenzione una moda; è vero, cambiare il costume collettivo non è facile, ma vale la pena tentare. E’ di ieri la notizia della morte di un giovane centauro anconetano, il casco, portato slacciato, non lo ha protetto; allacciare il casco, o le cinture di sicurezza, è un gesto semplice, ma può valere una vita.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 07 aprile 2004 - 2056 letture

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