Un Parroco venuto da lontano.

Senigallia 30/11/-0001 -
Intervista a Padre Luciano Maloszek, da ieri parroco di Montignano dopo la tragica morte di don Pierto Sallei.

di Claudia Costantini
claudia@viveresenigallia.it


A sentirlo parlare, con il suo italiano perfetto, non si direbbe straniero, invece le sue origini sono polacche; Padre Luciano, si è insediato ieri nella Parrocchia di Montignano dopo la tragica sconparsa di Don Pietro che ha retto la parrocchia montignanese per ben 50 anni. Una eredità importante quella che si è ritovato sulle spalle padre Luciano, ma lui non sembra preoccuparsene anzi è felice ed orgoglioso per questo nuovo incarico.

Ci racconti la sua storia, come è arrivato in Italia?
Ho iniziato il seminario nel 1989 a Tuchow in Polonia ma nel 1992, su richiesta dei Padri Redentoristi, sono arrivato a Bussolengo, dove ho finito gli stidi all' Istituto Teleologico di Verona. Poi sono stato trasferito a San Sperate, in Sardegna, in una casa di accoglienza per i giovani e lì ero responsabile della Pastorale Giovanile. Poi, nel 2002, sono arrivato a Marzocca per ricoprire l'incarico di Vice Parroco e responsabile del Gruppo giovanile.

Cosa lo ha spinto a fare una scelta così importante come quella del sacerdozio?
Nel mio caso non c' è stata una “folgorazione”, ma è una voce che nasce da dentro, piano piano. Ho dovuto solo capire che il sacerdozio era effettivamente la mia strada. Il cammino da intraprendere per diventare sacerdote è lungo, dura 8 anni, quindi il tempo per valutare la tua scelta c'è . Di questi otto anni, poi, ce n'è uno, che si chiama noviziato, in cui sei libero dagli impegni come gli studi, quindi puoi pensare bene alla tua scelta.

Cosa significa per lei essere nominato Parroco di Montignano?
Posso dire che diventare Parroco di Montignano siginfica essere un po' fortunato perchè ci sono tante persone che si impegnano. Ma non è una domanda a cui è facile rispondere. Essere Parroco di Montignano per me non rappresenta un traguardo: arrivando in un posto nuovo, in qualità di Parroco, devi tenere conto delle necessità di tutti. Quindi, per adesso, osserverò un po' l'ambiente che mi circonda. Sicuramente mi occuperò dei due Oratori, quello di Marzocca e quello di Montignano, che sono due realtà importanti da promuovere. Non c'è nulla di prestabilito ma vorrei far scoprire che insieme si può stare, e anche bene. Questo non solo in ambito religioso, ma anche sociale e culturale.

Quali novità ha intenzione di apportare nella parrocchia di Montignano?
In qualche maniera qualcosa cambierà sicuramente, Don Pietro ha fatto tante cose per Montignano, e io non sono al suo pari, non sempre sarò capace di di fare come lui.
Ho parlato del mio interesse per il mondo giovanile e sicuramente mi occuperò di questo, anche se di novità concrete non posso ancora parlare. Vorrei che la Parrocchia di Montignano diventasse una realtà aperta e accogliente da tutti i punti di vista: sociale, culturale e, naturalmente, religioso. Pur essendo diventato parroco, rimango collaboratore dei Padri Redentoristi di Marzocca, e mi piacerebbe che la continuità che c'è tra i Paesi di Marzocca e Montignano a livello sociale e culturale sia avvertita anche a livello religioso.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 29 marzo 2004 - 2330 letture

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