Il clown che salvò i bambini della Romania

Senigallia 30/11/-0001 -
All’expo-ex la mostra fotografica sull’operato di Miluod Oukuli, il clown che ha salvato decine ragazzi dalla miseria delle strade di Bucarest.

di Claudia Costantini
claudia@viveresenigallia.it


Romania, inizio anni novanta; dopo la caduta del regime di Ceasescu la fame e la povertà imperversano nella nazione. A farne la spese per primi sono come sempre i più deboli; migliaia di bambini e di ragazzi, scappati dagli orfanotrofi o dalle loro case, si ritrovano per strada. Vivono nel labirinto dei canali sotterranei della città di Bucarest: c’è sporcizia, cattivo odore ma almeno non piove e si è al riparo dal gelido inverno rumeno.
In questo scenario di miseria, nel 1992, arriva un clown francese, Miluod Oukili ,rimane profondamente toccato dalla situazione e decide di agire. Incontra quei ragazzi e li conquista con le sue arti circensi, dà loro la possibilità di una vita diversa, lontana dalla miseria e dalla violenza delle strade di Bucarest
Da quel momento Miluod non ha più lasciato i suoi ragazzi e, attraverso la creazione della fondazione Parada, ha offerto loro assistenza medica, sostegno psicologico e quel che conta un tetto “vero” sulla testa. Dal 1998,a fianco di Miluod , c’è Coopi-Cooperazione internazionale, un’organizzazione non governativa italiana che opera per lo sviluppo dei popoli, che fornisce supporto organizzativo, progettuale ed economico.
La storia di Miluod e dei suoi ragazzi può essere ripercorsa attraverso una mostra fotografica che raccoglie gli scatti di Marcello Marsico, all’Expo-ex fino al 31 marzo. L’esposizione è un valido strumento per promuovere il messaggio di solidarietà portato avanti dal clown francese, che con i suoi ragazzi ha già effettuato spettacoli in città e vi farà ritorno in autunno.
La mostra è aperta tutti i giorni dalla 9,30 alle 12,30 e dalle 17,30 alle 19,30 e al suo interno è possibili anche acquistare alcuni gadget come libri, magliette e….nasi rossi.

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Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 18 marzo 2004 - 4883 letture

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