corriere adriatico: “Dateci un pezzo di spiaggia”.

Senigallia 30/11/-0001 -
Discoteca all’ex lido, parlano gli appassionati del Kate Surf. L’associazione sportiva chiede spazi sicuri dopo la decisione del Comune di appaltare la gestione dell’area della Marina Militare.


“Chiediamo soltanto un pezzo di spiaggia dove praticare il kite in sicurezza per noi e per i bagnanti”. E’ la posizione del presidente dell’Associazione Sportiva Centro Kite Surf Senigallia Gabriele Turchi alla notizia che l’ex lido della marina militare ben presto avrà un’altra destinazione d’uso. Il Comune sarebbe infatti propenso a creare una discoteca sul mare. Il kite surf negli ultimi anni ha coinvolto parecchi amanti delle discipline a vela. Per intenderci il kite è quello sport che vede un surfista con la tavola ai piedi e per muoversi non ha il “classico” boma da tenere ma una barra legata ai cavi legata a cavi di quasi 30 metri che dirigono una vela come se fosse un aquilone. Serve dunque uno spazio adeguato per le procedure di partenza e rientro. Durante la scorsa stagione estiva quello stabilimento è stato utilizzato dalla società che gestisce il salvamento per il comune di Senigallia e dall’associazione, l’unica in zona, che riunisce gli amanti del kite surf.
Questi ultimi hanno avuto la possibilità di appoggiarsi su quell’area grazie ad un accordo con il comune. Non si è trattato di concessione ma di semplice uso.
La volontà dell’associazione sportiva è quella di ottenere un’area che sia destinata al rimessaggio dei surf e nautica minore come per altro indicato nell’articolo 6 delle norme tecniche di attuazione. “Lo scopo –spiega Turchi – è quello di consentire la pratica di questo sport nella massima sicurezza per tutti.
Una spiaggia delimitata, di circa 100 metri, con tanto di cartello che spiega che l’utilizzo è riservato ai soci, e quindi a coloro che hanno versato la quota associativa a noi e alla federazione nazionale con tanto di copertura assicurativa, consentirebbe un maggiore controllo e si eviterebbero spiacevoli situazioni come in passato”.
Il riferimento è alle multe (elevate prima che fosse a disposizione la spiaggia di Marzocca) contro alcuni ragazzi che si divertivano a “veleggiare” non rispettando le norma della Capitaneria di Porto. Il problema, se così lo vogliamo chiamare, è cessato con l’utilizzo della spiaggia “riservata” a Marzocca. Il kite surf a Senigallia sta dilagando grazie anche alla posizione geografica della spiaggia di velluto che si presterebbe alla sua pratica e, ancora meglio, all’istruzione dei neofiti.
L’associazione senigalliese ha nel suo staff esperti istruttori e numerosi sono i corsi che si svolgono durante l’anno. Il centro si è dato anche una connotazione turistica e insieme ai corsi promuove anche pacchetti appositi per soggiorni a Senigallia.
Insomma una località come Senigallia non dovrebbe offrire solo sdraie e ombrelloni ai suoi turisti ma riservare anche aree dove poter fare sport che hanno una forte valenza estiva come altre cittadini balneari hanno già fatto.
“Lungo i 14 chilometri di litorale esistono delle aree adatte – conclude il presidente Turchi – e le illustreremo agli assessori interessati che avremmo nei prossimi giorni”.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 10 marzo 2004 - 2468 letture

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