Un falegname svedese

Senigallia 30/11/-0001 -
Anette Svonni 33 anni arriverà l'8 marzo a Castelleone di Suasa per perfezionare "l'arte del legno" da un nostro falegname.
E' la riscossa delle imprenditrici.

da Paola Mengarelli
Confartigianato


Ha 33 anni e fa il falegname. Non ci sarebbe nulla di strano se non fosse una donna. Un mestiere certamente inusuale per il gentil sesso. Anette Svonni dalla lontana Svezia, grazie ad un progetto di Confartigianato, l’8 marzo nella giornata della festa delle donne, arriverà a Castelleone di Suasa. Anette viene a perfezionare il suo lavoro da un abile falegname di Castelleone, Giuliano Sebastianelli. Anette che abita a Kiruna nel nord della Svezia ha lavorato come maestra, ma ha sempre amato il legno e così dopo un corso di formazione si è dedicata alla sua passione che è diventato un lavoro. Un lavoro “da uomo”. Ma negli altri Paesi è più facile che da noi trovare donne che si “cimentano” in campi prettamente maschili.
Sono sempre di più le donne che si mettono alla guida di una azienda. Le donne del comprensorio di Senigallia “fanno impresa” soprattutto nell’agricoltura, nell’artigianato e nel commercio. Secondo uno studio della Confartigianato di Senigallia che ha analizzato i dati della Camera di Commercio, sono 1.983 nell’intero comprensorio le aziende guidate da donne, società di persone con almeno il 60% di soci donne, società di capitale con almeno il 66% di amministratrici donne e imprese individuali con titolare una donna. 676 imprese operano nell’agricoltura, 519 nel commercio, 494 nell’artigianato e 238 nei servizi e nel turismo.
La necessità di trovare uno sbocco lavorativo, ricorda Filippo La Rosa responsabile sindacale della Confartigianato di Senigallia, è ancora la prima spinta a“fare impresa” . Alla necessità di inventarsi un lavoro si sono affiancate con sempre più preponderanza altre motivazioni: in particolare“avere un’idea innovativa” e la “tradizione familiare”. Le scelte di autonomia e di confronto chiamano in causa la dimensione sociale soprattutto in quanto spazio di realizzazione personale: è questa per la maggioranza delle donne la funzione affidata al lavoro, seguita dal benessere.
Le donne “ in carriera” esprimono una forte domanda per strumenti di sostegno e accompagnamento post avviamento, pacchetti di formazione continua e strumenti informativi, rappresentanza della categoria.
Anche nei settori più tradizionalmente maschili come ad esempio quello della meccanica e dei settori produttivi, le donne con l’avanzamento della tecnologia stanno occupando sempre di più spazi sia fra i quadri che fra i tecnici. Sono sempre di più infatti le giovani donne, che affrontano percorsi di studio e di formazione frequentando gli Istituti tecnici e professionali che danno una occupazione certa.
Le donne costituiscono attualmente il 52% della popolazione nel nostro Paese , pur non adeguatamente rappresentate nelle istituzioni, stanno divenendo “soggetto protagonista” nella società . Non dobbiamo comunque pensare, sottolinea Confartigianato , che la democrazia passa attraverso la omologazione bensì attraverso il rispetto delle differenze. La scelta del lavoro autonomo per le moltissime donne che anche nelle Marche operano in questo comparto, non é un ripiego, ma la volontà di darsi da fare, ed una scelta ponderata.
Sono donne che hanno cercato di inventarsi un mestiere, investendo in proprio, per uscire dalla disoccupazione. Se da una parte la volontà delle donne di mettersi in proprio é in costante aumento spesso però non trova il contesto adatto per trasformarsi in una attività imprenditoriale. La Confartigianato é a disposizione per sostenere l’imprenditoria femminile.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 06 marzo 2004 - 4613 letture

In questo articolo si parla di





logoEV