il resto del carlino: Torna la banda del rostro

Senigallia 30/11/-0001 -
Grande paura a Mondolfo per il colpo effettuato all' ufficio postale.I malviventi hanno sfondato la finestra con un trattore e si sono dati alla fuga con un bottino di 80mila euro


MONDOLFO — E' di 80 mila euro il bottino della rapina messa a segno ieri mattina, pochi minuti prima delle 9, all'ufficio postale di piazza Mario del Monaco, proprio sotto il palazzo comunale. Una rapina molto particolare per metodologia, perché i banditi per entrare nei locali delle Poste hanno sfondato una finestra che dà sul retro dello stabile con un trattore munito di rostro. Poi, minacciando le dipendenti con una pistola hanno ripulito tutto, cassaforte compresa.
Stando al racconto di alcuni testimoni il trattore usato per sfondare l'infisso si trovava parcheggiato a pochi metri dall'ufficio postale almeno da domenica scorsa. E' probabile che i malviventi volessero entrare in azione lunedì scorso, (giorno in cui avrebbero già trovato i soldi delle pensioni), ma avrebbero poi modificato i programmi a causa della fitta nevicata. Un altro imprevisto avrebbe poi rischiato di far rinviare nuovamente il colpo: il maresciallo dei carabinieri di Mondolfo si sarebbe infatti recato all'ufficio anagrafe del Comune proprio pochi istanti prima che i banditi entrassero in azione. I suoi movimenti sarebbero stati seguiti passo dopo passo dai malviventi che hanno iniziato la rapina quando il militare si è allontanato.
Ad agire sul posto sarebbero stati in tré. Dopo aver adagiato al suolo due piccoli termosifoni, usati come trampolino, uno dei rapinatori ha lanciato il trattore contro la finestra delle Poste. Un colpo secco, violentissimo, che ha fatto tremare l'intero stabile e persino quelli vicini. A questo punto altri due banditi, travisati con passamontagna, sono entrati e minacciando i dipendenti con una pistola, si sono fatti accompagnare alla cassaforte dopo aver raggranellato quanto c'era negli sportelli.
«Erano giovani, dall'accento meridionale e dal fisico asciutto, decisi e ben organizzati» dicono i testimoni. Per farsi consegnare i soldi non hanno risparmiato le minacce. «State tutti fermi e diteci dov'è la cassaforte, altrimenti vi spariamo nelle gambe». Con queste parole i banditi hanno terrorizzato le dipendenti delle poste.
«Ho sentito un gran botto, sembrava fosse il terremoto» dice impaurita l'anziana signora che abita proprio sopra l'ufficio postale. Ma si ricorda molto bene quegli interminabili secondi. «Quando ho sentito il rumore mi sono subito affacciata — racconta — ed ho visto un uomo sopra il trattore che teneva il capo chino verso il basso per non farsi vedere in viso. Mi sono messa a strillare, ho gridato che avrei chiamato i carabinieri. A quel punto il bandito mi ha fatto un cenno con la mano, come per dirmi di stare calma, poi sono arrivati altri due uomini, coperti con dei passamontagna, e sono fuggiti a bordo di una macchina scura». I rapinatori sono scappati a bordo di una Fiat Marea che è stata ritrovata a Cento Croci, nella zona industriale. Prima di salire sopra un'altra vettura, dove alcuni testimoni raccontano di aver visto a bordo altre due persone, hanno dato fuoco alla Fiat Marea, rubata diverso tempo fa nel meridione.
Alcuni clienti che erano appena entrati alla Posta quando hanno sentito il boato provocato dallo sfondamento della finestra sono subito usciti per la paura. Tra questi ci sarebbe anche una donna che, senza pensarci sopra due volte, avrebbe lasciato sul bancone i soldi di un deposito che doveva effettuare. Due mondolfesi che abitano poco distante dal luogo della rapina dicono di aver sentito il motore acceso del trattore almeno venti minuti prima di udire il colpo che ha sfondato la finestra delle Poste.
di Corrado Moscelli





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 03 marzo 2004 - 3739 letture

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