Come vedono Senigallia gli extracomunitari?

Senigallia 30/11/-0001 -
Dall'esperienza degli insegnanti del corso di italiano per stranieri dell'Istituto Panzini nasce un libro che contiene tante testimonianze di come appariamo agli occhi stupiti degli studenti stranieri noi senigalliesi e la nostra città.

di Lucia Ciriachi
lucia@viveresenigallia.it


Nell’anno scolastico 2002/2003 l’istituto alberghiero”A. Panzini” ha ospitato il corso di italiano per stranieri del Centro Eda (Centro territoriale per l’Educazione Permanente degli adulti).
Un progetto decollato grazie alla tenacia della professoressa Chiara Ciceroni e all’intervento decisivo della Provincia di Ancona e dell’assessore ai servizi sociali Sagranola.
L’elevata e inaspettata partecipazione e l’eterogeneità dei partecipanti ha richiesto un rilevante sforzo organizzativo, nonché naturalmente didattico, che ha portato ad articolare le lezioni su diversi livelli (corso base e avanzato)e diverse fasce orarie.
Tenacia, dunque, e determinazione nel superare gli ostacoli iniziali, ma anche risposte positive da parte dell’utenza, quali tanta passione e motivazione: un cocktail vincente che ha trasformato il corso per l’apprendimento della lingua italiana in un punto di riferimento e di aggregazione per tanti extracomunitari Senigalliesi.
Un risultato inatteso e sorprendente, un evento che non poteva restare chiuso tra le mura del Panzini e confondersi con tutti gli altri. E’ così che nasce “Sotto un altro cielo”, a cura di Chiara Ciceroni, che da voce ad alcuni tra i tanti studenti stranieri che nell’anno 2002/2003 hanno occupato i banchi del Panzini.
Una raccolta di testimonianze e di esperienze di vita come quella di Zoujun Zhou un ventiduenne cinese o quella toccante del senegalese Abdou Diop che riportiamo qui sotto.
Visti i risultati, il corso si è rivelato quindi un vero successo soprattutto dal punto di vista umano e un’esperienza arricchente per allievi e docenti.

Dal libro

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Mi chiamo Zoujun Zhou, ho 22 anni e sono cinese di Zhejang. Lavoro in un ristorante di Senigallia.
Mio padre, mia madre e mia sorella stanno in Italia. Ho anche un fratellino che è rimasto in Cina. Sono in Italia da due anni appena.
Non conoscevo niente del nuovo posto e avevo paura degli italiani. Dopo, ho visto che gli italiani sono molto gentili. Quando ho da fare, loro mi aiutano con molto cuore. Mi piace la cucina italiana: il mio piatto preferito è la pizza.
Comincio a capire un po' di italiano, per esempio: "cerco la casa, pago l'affitto" ma l'italiano è molto difficile perciò io lavoro la mattina e la sera studio.
Ringrazio molto la mia maestra Bruna.

Mi chiamo Abdou Diop ed ho cinquant'anni. Vengo da Dakar in Senegal.
Sono arrivato a Senigallia lo scorso settembre, dopo essere passato per un guasto della nave in Spagna.
Dalla Spagna sono arrivato in aereo qui a Senigallia, dove c'è anche mio fratello.
In Senegal facevo il cuoco sulle navi, ma sono venuto in Europa per poter vivere una vita migliore, perché lì i soldi che danno per il lavoro bastano a malapena per mangiare e far mangiare la famiglia: non si può comprare niente altro e riuscire a sopravvivere è già un grosso traguardo.
In Senegal ho lasciato mia madre e mio figlio: qualche volta, quando posso, provo a chiamarli al telefono. Poi ho un'altra figlia che lavora in America, ed è lei che telefona a me.
Qui in Italia, adesso, non ho ancora trovato un lavoro e mi trovo in gravi difficoltà: spero che qualche persona buona mi possa aiutare.
Finora, le uniche persone che mi hanno aiutato sono state Bruna e Chiara, le mie insegnanti del corso di italiano per stranieri che frequento la sera: loro hanno fatto in modo che la Caritas e la Scuola alberghiera mi dessero l'assistenza necessaria per avere una vita almeno dignitosa.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 20 febbraio 2004 - 3393 letture

In questo articolo si parla di


matteo2004

21 febbraio, 00:04
Brava Lucia!<br />
Le due testimonianze mi hanno davvero fatto pensare.<br />
Spero che Senigallia diventi sempre più accogliente in futuro...




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