il messaggero: Mangialardi, lo chef che crea le opere d'arte dal cioccolato

Senigallia 30/11/-0001 -
II cioccolato, denso e cremoso, plasmato dalle abili mani di uno chef pasticcere che diventa oggetti e luoghi simbolo di e per Senigallia.


La bacchetta magica che trasforma la calda crema di cacao in vere opere d'arte è quella di Fabio Mangialardi, chef senigalliese e cuoco ufficiale della Regione Marche per il 2003. Insegnante di Cucina e Pasticceria all'Istituto Alberghiero "Panzini", è divenuto celebre non solo perle sue "imprese" ma anche per l'estro e l'originalità che mette nelle sue opere. Dalle materie base, il cioccolato e lo zucchero, alla ricerca quasi maniacale della cura dei dettagli. Tra i capolavori dell'artista senigalliese, storica è la Fiat 500 realizzata in puro cioccolato. «Ho impiegato ben 8 mesi per creare la 500, che significano 1200 ore di lavoro, 500 kg di cioccolato e un costo di circa 8 mila euro - racconta Fabio Mangialardi - tra le altre creazioni, c'è anche il presepe, sempre in cioccolato, che si trova esposto alla Chiesa delle Grazie». Quest'anno lo chef ha ottenuto il prestigioso riconoscimento regionale oltre che per i capolavori dolciari anche per vere prelibatezze culinarie. «A novembre ho riprodotto la Rocca Roveresca di Senigallia, realizzata con 8 mila zollette di zucchero legate con del cioccolato bianco che è costata 300 ore di lavoro notturno ed ora si trova in mostra presso il Country House Finis Africae - spiega Mangialardi - a dicembre inoltre io e il mio staff, composto dallo sous chef Mauro Mengucci, dal titolare del ristorante di Numana "II capriccio del Conero" Rossano Ciattaglia e dallo stagista Carlo Alberto Martino, abbiamo curato la cucina del Jolly hotel di Bruxelles per la chiusura del semestre di presidenza italiana dell'Europa. Tra i piatti più gettonati, il tortino di verdure con tartufo bianco, le olive all'ascolana e gli spinosini di Campofìlone con salsa di zucca e rosmarino, mentre fra i dolci sono andati a ruba i cioccolatini realizzati, su mia ricetta, a base di vino Rosso Conero e pepe nero».
Partecipazioni d'eccezione che hanno dato lustro a Senigallia e alla Regione Marche e che lo chef vuole condividere con chi ha reso possibile i finanziamenti. «Ci tengo molto a ringraziare le aziende marchigiane che ci hanno fornito i semilavorati, come la pasta di Vincenzo Spinosi, le olive della C.G.M. di Pollenza, la pasta della Sfoglia d'oro di Marzocca e il panificio Cesarmi – aggiunge - ma un ringraziamento va soprattutto alla Regione Marche, nostro sponsor ufficiale, che ci ha rinnovato la sua fiducia».
di Giulia Mancinelli





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 18 febbraio 2004 - 3655 letture

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