corriere adriatico: Un pericoloso tappeto di siringhe

3' di lettura Senigallia 30/11/-0001 -
Via degli Abeti, una zona residenziale tranquilla, dove i bambini possono giocare in strada senza paura delle macchine è stata presa d'assalto da alcuni drogati che lasciano in terra una grande quantità di siringhe.


La zona di via degli Abeti è un quartiere tranquillo. Villette nuove, palazzine di bell'aspetto, un quartiere residenziale, insomma, abitato da famiglie, tanti bambini e arricchito da una buona dose di verde. Un posto poco trafficato, se non dalle vetture dei residenti, dove i bambini giocano tra le vie, nei piccoli parcheggi per gli abitanti, con animali al guinzaglio e pallone sotto braccio. Ed è Proprio in questa zona dall’aspetto "roseo" che gli eroinomani hanno scelto di appartarsi per farsi una dose e, cosa ben peggiore, gettare siringhe dal finestrino.
Non solo in questo luogo, ovviamente, perché sotto i cavalcavia, il lungomare d'inverno e la zona porto, si sa, sono ottimali per compiere azioni al buio senza timore di essere "beccati". Quel via vai sospetto nel quartiere che ha vie col nome di piante e alberi, nelle ore tarde e quei movimenti loschi di auto e brutti ceffi sono sempre piaciuti poco ai residenti, preoccupati in modo particolare per i loro figli, che giocano tutti i pomeriggi nel quartiere. Ma ora la faccenda è più grave: il terreno cosparso di cartacce, siringhe, fazzoletti di carta intrisi di sangue, plastiche di contenimento delle siringhe e tutto l'occorrente per farsi una "dose" rappresentano uno spettacolo drammatico che richiama lo stato d'allerta.
Domenica mattina un signore passeggia lungo via degli Abeti e si sofferma col cane in una delle due piazzole dove a volte parcheggiano le auto: tra la fitta trama di foglie cadute dagli alberi, spicca un buon numero di siringhe. Il lunedì, nel tardo pomeriggio, un altro signore viene chiamato da alcuni ragazzini che giocano nel piazzale accanto: "signore, lì ci sono le droghe". Sempre tra le foglie si nascondono aghi insanguinati, mescolati in modo naturale assieme a cartacce e pezzi di plastica. Sembra un attentato di Una bomber, ma è la terribile "normalità". Gli abitanti della zona sono soliti trovare brutte sorprese negli angoli delle strade, ma mica possono rinchiudere i figli in casa.
Ieri mattina incontriamo i netturbini che stanno ripulendo i piazzali "incriminati" e nella cassettina per raccogliere il materiale c'è di tutto. Tante siringhe, troppe, pezzi di carta rossi di sangue, involucri per siringhe. Si conoscono ormai i luoghi prediletti dai tossicodipendenti, i più improbabili e ben celati al passaggio, ma le risorse umane degli operatori ecologici sono davvero scarse per estirpare quel che resta di una dose. I vecchi blitz di pulizia quotidiani oggi sono una rarità. A repentaglio sono soprattutto i bambini, curiosi per antonomasia. Breve è il passo tra il vedere e il toccare. Si dovrà scrivere a lettere cubitali: "Non toccare niente di quello che trovi per terra"? Possibile che far giocare i propri figli davanti casa sia diventata una minaccia? E poi perché quelle piazzole debbono diventare zone "riservate" di chi non ha alcun rispetto per sé e soprattutto per gli altri?
di Chiara Michelon





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 26 novembre 2003 - 1805 letture

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