il resto del carlino: Navi d'oro incompiute: il Gabibbo 'sobbalza'

3' di lettura Senigallia 30/11/-0001 - Dopo lo scandalo portato alla luce dal Resto del Carlino alcuni giorni fa, anche Striscia la Notizia si interessa delle navi incompiute in porto da 20 anni.

Ne hanno costruite cinque, di motonavi. e non sono mai salpate. Pensare che il cantiere navale di quelle barche da pesca oceaniche ne avrebbe dovute realizzare ben 19. Quelle iniziate sono a distanza di venti anni ancora lì, in declino. Uno scandalo denunciato nei giorni scorsi dal 'Carlino' e che pare abbia fatto sobbalzare anche il 'Gabibbo'. Del caso insomma se ne sta interessando anche 'Striscia'. La vicenda del resto non è cosa da poco: la commessa al cantiere senigalliese fatta dal Ministero affari esteri tramite la direzione generale della cooperazione prevedeva in origine 19 pescherecci. Uno stanziamento di 57 milioni di dollari nell'ambito del progetto di cooperazione che il ministero agli inizi degli anni '80 attivò in favore del Senegal e di altri paesi del terzo mondo. Una cifra ingentissima se rapportata ad oltre 20 anni fa. Poi la commessa si ridusse solo a 5 motonavi, per 7.700.000 dollari. Quello che ha fatto 'sobbalzare' il 'Gabibbo' è stato soprattutto leggere che quei pescherecci d'altura nonostante siano stati quasi ultimati, non si sono mai mossi dall'area del cantiere. Il Gabibbo, insieme alle telecamere del seguitissimo tg satirico di Canale 5, potrebbero approdare insomma in porto. Certo è che l'«inviato» speciale di «Striscia» si è già messo in moto per approfondire l'argomento. Del resto è nota la sensibilità dell'originale inviato di 'Striscia' nei confronti di quelle situazioni in cui ci sono ingenti somme pubbliche spese e realizzazioni incompiute. Quei cinque pescherecci oceanici, come ha documentato il 'Carlino', sono da tempo bloccati nelle impalcature di un cantiere inattivo, con gli scafi e le altri pareti metalliche esterne ormai intaccate dalla ruggine, sebbene una verifica effettuata nel 2001 abbia confermato che i motori e le apparecchiature a suo tempo installate siano ancora in buono stato. Rimane il fatto che per ripristinare ed ultimare le motonavi ci vorrebbero altri milioni di euro. Sempre ammesso che ci sia l'interessamento da parte del ministero degli affari esteri a riprenderle in carico. Men che meno pare probabile che il Senegal abbia l'intenzione di far confluire le imbarcazioni nella sua flotta peschereccia. Ed allora viene spontanea una domanda: per quanto tempo ancora gli scafi rimarranno in quella zona del porto, peraltro interessata da un progetto di riqualificazione? Saranno date risposte in casi di eventuali interrogazioni parlamentari, così come ha preannunciato Alleanza Nazionale che si è attivata per far conoscere la situazione ai deputati ed ai responsabili del governo?
Al di là dei soldi pubblici spesi e dei danni, da non sottovalutare l'aspetto della beffa che il cantiere, gli operai e l'intera città avrebbero subito. Rimane infatti l'amarezza per come Senigallia perse con il declino del «Cantiere Navalmeccanico» una buona opportunità di sviluppo economico.
di Sandro Galli





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 27 ottobre 2003 - 1965 letture

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