s2w: Trasporto ferroviario: crescono i passeggeri, diminuiscono i treni

4' di lettura Senigallia 30/11/-0001 -
L’assessore Marcolini illustra i motivi della vertenza con Trenitalia.

dalla Regione Marche
www.regione.marche.it


Aumentano i passeggeri, più 64 per cento dal 1998 al 2005, diminuiscono gli investimenti, meno 1 miliardo di euro nel quinquennio 2001-2005, il personale – meno 30 per cento negli ultimi dieci anni – e i servizi ferroviari. Queste, in sintesi, le cifre ufficiali del paradosso del sistema trasporti ferroviari nelle Marche; un paradosso che ha indotto Regione, Province,Comuni, ad aprire una dura vertenza con Trenitalia Spa e con le società collegate della Rete Ferroviaria Italiana e della Cargo che si occupa del trasporto merci. La vertenza si concretizzerà nella seconda settimana del mese di gennaio con la presentazione di un documento congiunto di Regione, Enti locali e parlamentari delle Marche alle Commissione Trasporti della Camera e del Senato col quale si chiede una revisione globale dei criteri di programmazione e di gestione del trasporto su ferro.

Siamo di fronte - ha spiegato l’assessore regionale ai trasporti Pietro Marcolini - a un vero e proprio ritorno al passato; il disagio degli utenti per disservizi, ritardi cronici di alcune corse e per tempi lunghi di percorrenza è molto forte e c’è il rischio che possa raggiungere livelli di esasperazione difficilmente controllabili”.

Otto i punti della vertenza, a cominciare dalla soppressione “improvvisa e non concordata” dei treni: 43 nel mese di novembre, 51 dall’11 dicembre, data di entrata in vigore del nuovo orario ferroviario. “Trenitalia - ha precisato l’assessore - parla di “sopraggiunte motivazioni tecniche”, in realtà la decisione nasconde gravi insufficienze strutturali, come la mancanza di macchinisti e di mezzi di supporto”. Tra le principali cause di disservizio, l’elevata età media - 30-35 anni - del materiale rotabile che circola nelle Marche e nelle regioni limitrofe dell’Umbria e dell’Abruzzo: dieci locomotori risalgono al dopoguerra, 16 sono del 1960, solo 11 hanno 5-6 anni; solo leggermente migliore la condizione delle automotrici.

Una situazione – denuncia Marcolini - tra le più disastrate d’Italia; né sappiamo quando verranno restituite alla Direzione regionale delle Marche le macchine moderne che ci sono state sottratte per far fronte ai problemi della Lombardia”.

Altri punti di contrasto sono la costante riduzione dei treni a lunga percorrenza, l’annunciata sostituzione sulla linea Adriatica dei treni interregionali Ancona-Milano con treni regionali veloci, la penalizzazione in termini di comodità d’uso e di costi dei tre nuovi intercity e la recentissima soppressione fino al mese di aprile 2006 dei due treni Eurostar sulla linea Ancona-Roma. Sotto accusa anche le scelte di Trenitalia che hanno comportato la costante diminuzione degli investimenti nella regione, la scarsa integrazione tra i vettori, la sovrapposizione
Le proteste riguardano anche la decisione della Cargo di disinvestire nelle Marche per potenziare lo smistamento delle merci in Abruzzo e in Emilia-Romagna. “Una decisione molto grave – ha sottolineato Marcolini - che rischia di vanificare gli ingenti investimenti della Regione per potenziare il porto di Ancona, l’interporto di Jesi l’aeroporto di Falconara”. Ultimo punto della vertenza i problemi di fornitura del carburante e di ricovero e manutenzione dei mezzi, nel caso in cui la Regione bandisca la gara per l’affidamento dei servizi sui lotti diesel dei treni circolanti con materiale elettrico lungo la tratta San Benedetto-Ancona-Pesaro. (s.p.)





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 30 settembre 2003 - 1525 letture

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