s2w: Taxi in Italia

3' di lettura Senigallia 30/11/-0001 -
Cittadinanzattiva su nuovi scenari dei taxi in Italia: superare il monopolio di fatto per garantire tariffe contenute e maggiore offerta.

da Cittadinanzattiva


Tariffe fuori da ogni controllo, privacy violata e attese interminabili. Questi tra i principali mali, non tanto oscuri, denunciati dagli utilizzatori dei taxi in Italia, in base alle segnalazioni raccolte da Cittadinanzattiva e presentate oggi a Roma nell’ambito del convegno di Federmobilità “Taxi: quale futuro?”.

“Nelle città italiane i taxi sono sempre meno accessibili per il loro numero limitato e gli alti costi. Le loro tariffe” ha commentato il vice segretario di Cittadinanzattiva, Giustino Trincia, “sono ormai fuori da ogni controllo e il servizio è così costoso da risultare accessibile ormai ad un numero sempre più ridotto di cittadini”.

Il numero medio dei taxi disponibili nelle città italiane è ben al di sotto delle esigenze minime: se a Londra il rapporto è di un taxi ogni 120 residenti e a Parigi è di 1 ogni 126 residenti, a Milano il rapporto cala ad un taxi ogni 286 residenti, a Napoli di uno ogni 422 residenti, a Roma di uno ogni 457 e a Firenze addirittura di un taxi ogni 613 residenti. Varia anche la quota fissa, non solo la durata e il costo degli “scatti”: a Roma la quota fissa è di 2,33 €, a Firenze di 2,65 €, a Milano di 3 € e a Napoli di 3,40 €.

“Il tempo è maturo”, ha aggiunto Trincia, “per superare il monopolio di fatto tuttora esistente, garantire ai cittadini un’effettiva possibilità di scelta a tariffe contenute, diversificare l’offerta in base alle esigenze dell’utente e ai mezzi utilizzati, rendere trasparente il sistema tariffario, introdurre la Carta della qualità del servizio con adeguati strumenti di tutela dei diritti degli utenti”.

Di seguito, le proposte avanzate da Cittadinanzattiva per liberalizzare il mercato:

· l’amministrazione comunale fissa le tariffe massime e i tassisti sono lasciati liberi di applicare gli sconti (oggi non consentiti), con obbligo di pubblicizzare la percentuale di sconto fuori delle loro autovetture con un cartello o un adesivo molto ben visibile;

· le nuove licenze possono essere messe all’asta dal Comune, ridistribuendo tra i tassisti gran parte del relativo ricavo, allo scopo anche di eliminare la piaga dell’abusivismo;

· trasparenza ed equità nella concessione delle licenze per il trasporto di persone a mezzo taxi, sulla base di criteri obiettivi di valutazione che tengano conto esclusivamente dell’idoneità fisica e delle capacità professionali del richiedente (abolendo quindi la pratica diffusa della “trasmissione” di padre in figlio);

· incrementare l’offerta del servizio secondo il principio di flessibilità, prevedendo la possibilità di un aumento significativo dei mezzi a disposizione nelle ore di punta e quando si verificano particolari condizioni riconducibili ad esempio a maltempo, scioperi degli altri mezzi, particolari criticità;

· La Centrale Radiotaxi dovrebbe fornire indicazioni precise riguardo i reali tempi di attesa e il cittadino dovrebbe essere informato sui costi della chiamata.






Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 30 settembre 2003 - 1270 letture

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