s2w: Raccontami una fiaba

4' di lettura Senigallia 30/11/-0001 -
Presentato in Regione un volume pubblicato nell’ambito di un progetto di Intercultura.

dalla Regione Marche
www.regione.marche.it


Maruf e il dromedario, Il melo incantato, Povero coccodrillo, sono solo alcuni dei titoli dei 26 racconti pubblicati nel volume “Raccontami una fiaba”, presentato oggi in Regione dall’assessore alle politiche sociali Marco Amagliani e dai curatori del progetto promosso dal Centro regionale analisi -documentazione Infanzia, Adolescenza a Giovani che ha visto la collaborazione del Centro di ricerca e mediazione interculturale di Fano ( C.R.E.M.I.).

121 pagine, in italiano e in lingua originale a fronte, arricchite dalle bellissime illustrazioni a colori di Andrea Agostini, il volume è una raccolta di favole, filastrocche, storie che genitori tunisini, polacchi, argentini, nigeriani, rom, albanesi e di molti altri Paesi , raccontano ai propri figli ma che hanno voluto mettere a disposizione di tutti i bambini di ogni nazionalità che si incontrano nelle scuole marchigiane. Le Marche, infatti, con oltre settantamila presenze di cittadini stranieri, sono al settimo posto come regione meta di migrazione, ma raggiungono la terza posizione in Italia per incidenza di bambini stranieri nella popolazione scolastica regionale ( 7,4% nelle primarie di I grado, il 6,8% nelle secondarie di primo grado, il 3,3 nel secondo grado).

“I bambini ci insegnano il buon rapporto con gli altri – ha sottolineato Marco Amagliani – senza differenze di classe, religione, razza e senza condizionamenti. Dobbiamo imparare tutti da loro per un cambio reale di mentalità. Questo bel lavoro testimonia diversi aspetti: l’attenzione di un’istituzione come la Regione verso i problemi di integrazione sociale, una buona prassi e la dimostrazione concreta che aldilà dei bisogni essenziali, come la salute e la casa, la cultura e le culture diverse da conoscere, sono comunque fonte di benessere e soprattutto di integrazione. Vorremmo continuare su questa strada, pensando a progetti specifici, augurandoci che le risorse a disposizione ce lo permettano.”

“Raccontami una fiaba” - come ha spiegato il responsabile del Centro regionale documentazione Infanzia Adolescenza, Claudio Bocchini - nasce da un progetto sulla narrazione interculturale, promosso dal “Tavolo regionale Intercultura “ che ha coinvolto genitori e bambini immigrati provenienti da 50 paesi: 268 racconti, scritti spesso in italiano e nella lingua d’origine, che rappresentano un genere letterario- la fiaba e il racconto - che senza dubbio rappresenta un mezzo di comunicazione culturale e di integrazione scolastica davvero efficace. La narrazione contribuisce infatti a passare e a mantenere i riferimenti culturali, a vivificare le “radici” che definiscono la storia familiare e collettiva, a rinsaldare i legami tra le generazioni. Attraverso il racconto passano inoltre informazioni sul mondo e sugli eventi cruciali della vita, rintracciando in ogni storia le differenze, ma soprattutto le innumerevoli analogie e corrispondenze.

Il progetto ha interessato 30 istituti scolastici (circa 100 scuole in tutto il territorio regionale) e in questa prima raccolta sono presentati alcuni racconti - liberamente trascritti , selezionati fra quelli di cui era disponibile (anche ) il testo in italiano. Il proposito è, infatti, quello di continuare a pubblicare altre narrazioni che ora sono disponibili solo nelle lingue d’origine e che occorre tradurre, dedicando un nuovo volume ai più piccoli con canzoncine, filastrocche, conte ecc. Un altro progetto interculturale, evoluzione naturale di “Raccontami una fiaba” è “Disegnami una fiaba”, rivolto alle scuole secondarie, sempre promosso dal Centro Documentazione e Analisi Infanzia e Adolescenza e dal C.R.EM.I. di Fano ( ulteriori informazioni sul sito infanzia-adolescenza.marche. it; cremi.it)

Il volume “Raccontami una fiaba” sarà distribuito a tutte le scuole, nelle biblioteche comunali e per ragazzi e in molte altre strutture di servizi sociali delle città.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 30 settembre 2003 - 1623 letture

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