s2w: Fermo: Cartografia e storia naturale del Nuovo Mondo

4' di lettura Senigallia 30/11/-0001 -
Inaugurata la mostra Cartografia e storia naturale del Nuovo Mondo a Fermo nel contesto della Giornata Nazionale per le Celebrazioni di Cristoforo Colombo.

di Michela Sbaffo


Ho intenzione di ripercorrere la rotta di Cristoforo Colombo, ma non ho nient’altro con me se non una bussola ideale: N-S-O-E, la rosa dei venti sarà la mia guida verso il Nuovo Continente.

Parto da Est, come il sole che nasce nell’alba della scoperta...La Terra Nova: si mormora che si tratti delle Indie Occidentali, il Genovese è dunque riuscito nella sua impresa! Ha valicato le colonne sacre ed antiche, i confini della nostra conoscenza. E’ ora compito dei dotti scrivani annotare quanto si nasconde nelle pieghe dell’Oceano. E’ ora necessario riprendere tra le proprie mani i volumi dei saggi dei tempi passati, Pomponio Mela e Claudio Tolomeo: le loro carte devono essere ridisegnate. Dopo più di mille anni la mano dell’uomo torna a fissare l’immagine del mondo.

Ad Ovest, dove prima era solo il mistero e l’ombra dell’Oriente, evanescente come un sogno, prende forma sulla carta la realtà: le Indie Occidentali, la Terra Nova, l’America. Anni, spedizioni, scoperte: i resoconti dei viaggiatori rendono sempre più precise le nuove mappe e, come un bisturi, modellano in linee nette e decise i contorni prima incerti e confusi: la terra è rotonda, non c’è più alcun dubbio, e nell’Oceano Atlantico dorme un continente tutto da scoprire.

Uomini e natura: ogni cosa è diversa. Direzione Sud. Ammiro le opere di un’arte lontana nel tempo e nello spazio. Cultura Olmeca, Taina, Zapoteca, Maya; 1200-600 a.C., 1200-1500 d.C. ... Dati tecnici, cifre, nomi scientifici sono nozioni lontane anni luce da quello che provo di fronte alle ricche acconciature ed agli sfarzosi costumi delle piccole figure, uomini e donne avvolti da colori che con l’occhio della mente tento d’immaginare. Ma da bocche senza voce, sigillate in un austero silenzio, sento già il grido di un presagio futuro, del vento della conquista che soffia nero sulla fine di un mondo.

Provo a risalire verso Nord ed a dimenticare i tristi moniti di uomini morti. Individuo i tracciati delle nuove rotte commerciali e trovo i tesori delle Americhe: zucchero, patate, caffé, tabacco, che attraversano veloci l’Oceano accumulati nelle stive delle navi. Salpano con loro anche i nuovi rimedi ricavati dalle erbe d’America: tra questi il chinino, le cui proprietà medicamentose contro le febbri annotano con dovizia i corposi trattati universitari dell’epoca.

Partii dalla città di Granata, il sabbato 12 del mese di maggio dello stesso anno 1492, alla volta della città di Palos, porto di mare, dove armai tre navigli. Ben provveduto di viveri e di ciurme, addì 3 del mese di agosto del detto anno, in venerdì, mezz’ora prima del levare del sole, mossi dal detto porto e mi diressi alle isole Canarie...” Così ebbe origine tutto, dal sogno di un bambino che, figlio di un umile tessitore, desiderava il mare al punto di impadronirsi delle tecniche cartografiche e nautiche per imbarcarsi in una rotta da nessuno prima intrapresa. Dall’impresa di un uomo che, ignaro di aver lui stesso aggiunto il tassello mancante all’immagine del mondo, lottò invano ma fino alla fine perché le terre scoperte non fossero preda del violento sfruttamento degli Europei e, schieratosi dalla parte degli indios, pagò infine di persona la sua scelta.

Ed è là, nel centro perfetto e magnetico della sala, la lettera che Colombo indirizzò proprio alla corte spagnola per relazionare l’esito del suo primo viaggio ‘nelle Indie’, uno dei primi testi stampati della storia nonché la più pregiata tra le sette copie diffuse alle autorità europee per divulgare nella lingua universale del tempo, il latino, il successo dell’impresa sostenuta dai reali di Spagna. In essa il navigatore, dopo lunghi mesi di viaggio, poteva abbandonarsi liberamente alla meraviglia della Terra Nuova, descrivendone le caratteristiche con il tono entusiasta di uno spirito curioso ed osservatore: era ancora ignaro di essere approdato in un nuovo continente e per nulla presago della portata straordinaria e terribile della sua scoperta.











Mostra “Cartografia e storia naturale del Nuovo Mondo: manoscritti, libri ed incisioni tra Italia e Spagna nei secoli XV-XVIII
Fermo, Auditorium Centro Congressi S.Martino, via G.Leopardi 4
dal 14 Ottobre 2005 all’8 Gennaio 2006
Orari di visita della mostra: dal martedì alla domenica, ore 9:00-13:00 e ore 16:00-19:00; chiuso il lunedì.
Per informazioni e prenotazioni: 0734/284310.
Ingresso libero.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 30 settembre 2003 - 1426 letture

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