s2w: 500 modi (bagnati) di incontrare l'arte: la Notte Bianca a Roma

4' di lettura Senigallia 30/11/-0001 -
ROMA – “Era una notte meravigliosa, una di quelle notti che possono esserci solo quando si è giovani, amico lettore. Il cielo era così stellato e luminoso che alzando gli occhi, malgrado tutto, bisogna chiedersi: “È possibile che sotto un simile cielo possano vivere esseri arrabbiati e capricciosi?”.

di Caterina Mazzieri


Con queste parole inizia Le notti bianche, il romanzo sentimentale, scritto da Dostoevskij nel 1948, a cui la Notte Bianca deve il suo nome e, soprattutto, il suo spirito: il desiderio di vagare per la città, scoprire le sue bellezze, conversare con le sue piazze e i suoi palazzi, ritenersi intimi amici di chi si incontra, anche se solo per un attimo, con lo sguardo.

La Notte Bianca, giunta quest’anno alla sua terza edizione, si è svolta a Roma e in altre città d’Italia tra il 17 e il 18 settembre.
A differenza della prima notte bianca dell’oscuro sognatore di Dostoevskij, però, a sovrastare la notte romana non vi era un cielo stellato e luminoso, ma grossi nuvoloni, che hanno riversato sulla capitale forti e ripetuti scrosci di pioggia.
Il maltempo non è comunque una novità: alla prima edizione, il 27 settembre 2003, la manifestazione fu funestata da un nubifragio (a cui si aggiunse il blackout nazionale), e anche lo scorso anno l’evento fu “battezzato” da una pioggerellina pomeridiana.
Quindi, nonostante tutto, con gli ombrelli aperti e carichi d’entusiasmo, più di 1 milione di romani e non, giovani nell’animo, hanno vissuto questa magica notte fino all’alba.

La festa si è aperta ufficialmente poco dopo le 20 al Campidoglio, dove una folla festante ha applaudito Roberto Benigni e la sua lectura dantis del V canto dell’Inferno.
Attraverso le vicende di Paolo e Francesca, il comico toscano ha riflettuto sull'innamoramento e sull'amore; quindi ha rivolto il suo sarcasmo a Veltroni, a Ciampi e, immancabile bersaglio della satira, al premier: “Ho fatto tardi perché ero con Berlusconi, e mettevo a punto la legge elettorale, che insieme cercavamo di sistemare…nella nuova legge”, ha proseguito, “chi ha più voti perde, e dopo il Mattarellum c'è il Faziarellum, che si può sintetizzare: non ce ne andiamo se non chiamano la gru’”.

Verso le 21, l’attore toscano ha lasciato il palco e la folla si è dispersa tra i 500 eventi in cartellone.
Molti avevano un programma preciso su dove andare e cosa fare, altri, meno metodici e organizzati, si sono limitati a vagare per Roma, per l’occasione trasformata in una grande isola pedonale (dalle 21 alle 7 neanche i bus potevano entrare in centro, limitazione, a dire il vero, non proprio apprezzata dalla gente, che sotto la pioggia scrosciante avrebbe gradito un’alternativa alla metro e ai taxi…ma non importa, in una notte così, come dice Dostoevskij, non si può essere arrabbiati o capricciosi).
Musei, gallerie d’arte, biblioteche, cinema, teatri, le grandi piazze, ma anche gli angoli delle strade, le scuole e persino le vetrine dei negozi, con un po’ di spirito di adattamento, possono essere un ottimo palcoscenico per l’arte: ecco dunque, oltre ai grandi eventi, La notte di Majorana, una suggestiva ricostruzione degli ultimi periodi dello scienziato, nell’antica classe lignea del Liceo Albertelli in cui studiò fisica Enrico Fermi, Parassitage Nomade, una simpatica istallazione di giraffe, oche e scimmie, a grandezza naturale, nelle vetrine della Rinascente (l’opera è stata realizzata dall’artista Jean-Francois Fourtou nell’ambito nel gemellaggio Roma–Parigi), Jazz on White, un concerto con i più grandi brani dei giganti del jazz mondiale (Miles Davis, Louis Armstrong, Duke Elligton, John Coltraine, ecc.) nella Galleria “Alberto Sordi”, e molto altro.

Alla fine, sempre meno gente per le strade e i primi barlumi di luce…e l’alba è arrivata senza che ce se ne rendesse conto, portando con sé un po’ di sonno e la sensazione di non aver visto abbastanza. Appuntamento al prossimo anno, anzi, per coloro che possono, anche prima: tra due settimane la Notte Bianca, questo fantastico incontro di esperienze e culture, valica i confini e si sposta a Parigi e a Bruxelles, per essere Nuit Blanche alla scoperta di altri modi di creare e vivere l’arte.


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Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 30 settembre 2003 - 1213 letture

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